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GAS RADON TRA PERICOLOSITÀ E NORMATIVA

GAS RADON TRA PERICOLOSITÀ E NORMATIVA

Un “nemico” incolore e inodore prodotto da terreno e rocce.

Una delle principali preoccupazioni del Regolamento dei Prodotti da Costruzione è quella di definire le caratteristiche dei prodotti da costruzione, prendendo come riferimento alcuni capisaldi: resistenza meccanica, reazione all’incendio, impatto ambientale, accessibilità d’uso, reazione al rumore, risparmio energetico e la realizzazione attraverso un uso sostenibile delle risorse naturali.

I requisiti richiesti ai cavi elettrici devono rispettare quindi determinate caratteristiche, nella fattispecie durante la loro realizzazione va dedicata particolare accuratezza alla sua reazione all’incendio. In realtà un occhio andrebbe anche all’impatto ambientale del cavo stesso, ma questa caratteristica viene implicitamente assolta attraverso l’applicazione della Direttiva RoHS (applicabile ai cavi in virtù delle realizzazioni di mescole ignifughe).

Il Radon è un gas radioattivo pericoloso per la salute umana qualora dovesse essere inalato. Esso viene prodotto dal suolo e dalle rocce e successivamente si diluisce nell’atmosfera, ove non rappresenta un pericolo, in quanto presente in basse percentuali. Il Radon diviene pericoloso quando va ad accumularsi in ambienti chiusi, le abitazioni sono soggette a questo rischio, diventando una delle principali cause di tumore al polmone. Rn, così nella tavola periodica, è un gas nobile prodotto dalla disintegrazione radioattiva del radio contenuto nelle rocce. Recenti studi hanno dimostrato che l’esposizione a radiazioni naturali è dovuta soprattutto all’inalazione di gas radon presente in atmosfera, ma soprattutto nell’aria di ambienti chiusi come uffici, abitazioni, ecc. In questi luoghi le principali fonti di inquinamento sono: materiali da costruzione, acqua e suolo. La Regione Puglia assicura il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalle esposizioni dei cittadini alle radiazioni da sorgenti naturali e all’attività dei radionuclidi di matrice ambientali, configurate da concentrazione di gas radon negli edifici residenziali e non residenziali. In coerenza con il decreto legislativo 17 marzo 1995 n.230 e successive modifiche, la regione fissa livelli limite di esposizione al gas radon per le nuove costruzioni e coerenti azioni di monitoraggio e risanamento per gli edifici esistenti e non destinati alla residenza. Il Piano , redatto conformemente alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti, dispone: 1. L’aggiornamento delle aree a rischio; 2. L’individuazione degli edifici a rischio per la salute della popolazione; 3. I criteri, le prescrizioni e le modalità per la predisposizione di progetti di risanamento degli edifici esistenti a rischio; 4. I limiti di concentrazione del gas randon per le diverse tipologie e destinazione degli immobili, le prescrizioni costruttive e gli accorgimenti tecnici da osservare nelle nuove edificazioni; 5. La realizzazione e la gestione di una banca dati centralizzata delle misure di radon; 6. Studi di aggiornamento continuo sull’incidenza del gas radon rispetto all’insorgenza delle patologie ed elaborati in collaborazione con L’osservatorio epidemiologico regionale; 7. La definizione di un sistema di informazione e divulgazione, tra la popolazione, dei rischi connessi all’esposizione al gas radon e delle misure di prevenzione; 8. Il procedimento di monitoraggio anche differenziato e sua periodicità per destinazioni urbanistiche e grado di pericolosità dell’esposizione al rischio e modalità di realizzazione di eventuali e necessarie iniziative di risanamento. In generale la legge regionale 3 Novembre 2016 prescrive i limiti di concentrazione dei livelli di Radon, noi di Elettrolab effettuiamo la misurazione in tutti i locali dell’immobile interessato. Il dosaggio è determinato come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri (autunno-invero/primavera estate). .

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